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sabato 16 aprile 2011

Bombe a grappolo su Misurata Forze Nato a corto di bombe intelligenti

TRIPOLI - Non si ferma la battaglia a Misurata dove, stando all'organizzazione umanitaria Human Rights Watch (Hrw) le forze governative fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno fatto uso di bombe a grappolo, messe al bando da gran parte del mondo perché, per loro natura, non possono colpire con precisione e, quando sono lanciate in aree densamente popolate, mettono la popolazione a gravissimo rischio, anche anni dopo il loro lancio. L'accusa, perà, è stata smentita da un portavoce ufficiale a Tripoli. Secondo alcuni testimoni, inoltre, Gheddafi sta mandando a combattere anche minorenni. Difficoltà per le forze Nato: secondo fonti militari citate dal Washington Post scarseggiano le munizioni di precisione per colpire con efficacia i mezzi del regime.

Esplosioni a Misurata. Forti esplosioni hanno scosso questa mattina Misurata, 200 chilometri a est di Tripoli, sotto assedio dall'inizio della rivolta libica. Le deflagrazioni sono state accompagnate da colpi di armi da fuoco provenienti dal centro della città. Tre persone sono rimaste uccise.  Secondo un portavoce dei ribelli, Gemal Salem, i lealisti hanno colpito un caseificio e una struttura che produce olio ''per affamare il popolo'', mentre scontri sarebbero in corso nella centrale Tripoli Street. La scorsa notte ci sono stati altri cinque morti e 31 feriti sono stati trasferiti nell'ospedale Hikma. Ieri le forze del leader libico hanno lanciato decine di razzi contro Misurata, uccidendo almeno otto persone. Giovedì scorso, la città
è stata colpita da artiglieria pesante e razzi, che hanno causato la morte di almeno 23 civili, perlopiù donne e bambini, secondo quanto riferito da fonti locali.

Il regime manda in battaglia soldati minorenni. Per piegare i ribelli, Ghedafi sembra pronto a tutto. Il regime libico - raccontano dei testimoni al Telepgrah - manda al fronte di Misurata soldati minorenni. I ragazzini vengono addestrati, armati e mandati a combattere nella città sotto assedio da settimane, con la minaccia di essere uccisi se si ritirano o disertano.  Due dei minori catturati dai ribelli hanno raccontato di essere stati mandati a combattere a Misurata contro "drogati, miliziani islamici e invasori egiziani".

Nato a corto di bombe di precisione. A meno di un mese dall'inizio della missione militare in Libia, i paesi dell'Alleanza sono a corto di bombe di precisione, scrive il Washington Post, citando alti funzionari Usa e Nato. Il quotidiano sottolinea come questa penuria evidenzi le limitate capacità di Regno Unito, Francia e degli altri paesi europei e condurre un'operazione militare modesta per un periodo di tempo prolungato. Associata al limitato numero di caccia disponibili, la mancanza di munizioni degli alleati europei ha sollevato dubbi tra alcuni funzionari sull'opportunità che gli Stati Uniti non partecipino alla campagna militare, con il rischio che il leader libico riesca così a rimanere alla guida del paese ancora per diversi mesi.  L'Alleanza atlantica ha assunto il 31 marzo scorso il comando dell'operazione militare lanciata in Libia il 19 marzo da una coalizione internazionale guidata da Stati Uniti, Francia e Regno unito. Al vertice Nato di giovedì scorso, Washington si è rifiutato di tornare in prima linea in Libia.

Duri scontri ad Ajdabiya. Dopo una serie di forti esplosioni avvertite questa mattina a ovest di Ajdabiya, strategico snodo nell'est della Libia, nella zona sono in corso duri combattimenti e i ribelli stanno effettuando un'avanzata dopo una serie di raid della Nato contro le forze governative. Sei persone sono morte e oltre 20 sono rimaste ferite nei combattimenti. I ribelli hanno affermato di controllare una zona vasta diversi chilometri lungo la strada che dalla costa porta alla città petrolifera di Brega. Negli ultimi tre giorni gli aerei Nato hanno intensificato le loro azioni favorendo l'avanzata sul terreno degli insorti e secondo alcune fonti le forze ribelli sarebbero già alle porte di Brega. I ribelli hanno riconquistato Ajdabiya lunedì scorso; la città, a 160 chilometri da Bengasi, è contesta tra insorti e governativi che l'hanno riconquistata e persa a più riprese.

Morti e feriti a Brega. Si registrano almeno 4 morti e 30 feriti tra le fila degli insorti a Brega, centro  petrolifero libico in cui sono in corso violenti scontri con le forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi. Lo hanno riferito fonti dei ribelli citate dall'emittente satellitare al-Arabiya. In mattinata, gli insorti avevano fatto sapere di essere riusciti a distruggere 13 veicoli delle truppe di Gheddafi e avevano annunciato di essere vicini
alla riconquista di Brega.

Raid Nato su Sirte. Aerei della Nato hanno effettuato questa mattina dei raid su Sirte bombardando la città natale del leader libico Gheddafi. Secondo l'agenzia ufficiale libica Jane, i mezzi dei "colonialisti crociati" hanno colpito la città anche se Ka Kana non precisa quali siano stati gli obbiettivi colpiti. Sirte era già stata fatta bersaglio delle incurioni aeree della Nato nella giornata di ieri.


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