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venerdì 29 aprile 2011

GOLFO: FMI, RIVOLUZIONI ARABE FANNO BENE AD ECONOMIE REGIONE

DOHA, 28 APR - Le rivoluzioni arabe fanno bene all'economia dei Paesi del Golfo: lo dice il Fondo Monetario Internazionale, per il quale "le performance dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) saranno notevoli nel 2011, con l'eccezione del Bahrein nel quale l'instabilita' prevale".

La previsione dell'Fmi è contenuta Regional Economic Outlook report. Il Qatar e' cresciuto del 16,3% nel 2010, ora sta mantenendo un ritmo del 18,6% e si prevede di raggiungere il 20% per la fine del 2011. Anche l'Arabia Saudita ha battuto le previsioni che davano un ritmo di crescita del 4,5% e invece con la piu' grande economia araba e' cresciuta del 7,5%.

Il Fondo Monetario Internazionale spiega questo fenomeno in due modi. I cambiamenti politici nel mondo arabo alimenteranno l'economia nel lungo termine attraverso riforme che renderanno piu' dinamici i Paesi e i risultati di questo processo evolutivo gia' si vedono nei dati di crescita degli Stati della regione. I cambiamenti politici renderanno le economie piu' competitive, si aprira' un immenso mercato del lavoro che da un lato portera' ricchezza, dall'altro attraverso le riforme politiche sara' in grado di distribuire questa ricchezza fra la popolazione incrementando i consumi e garantendo stabilita' sociale.

La seconda spiegazione del boom economico durante la rivoluzione araba e' legata secondo il FMI alla grande forza lavoro giovanile che vi e' nei Paesi del Golfo e alla collocazione geografica strategicamente favorevole che permette loro di essere il punto di incontro fra i maggiori mercati europei e le grandi economie dell'Asia e dell'Africa sub sahariana attualmente in espansione.

L'aumento esponenziale del prezzo del petrolio ovviamente arricchisce ulteriormente i Paesi esportatori concentrati nell'area del golfo e crea rischi di deficit fiscali nei Paesi importatori. Diversa la situazione nel resto del mondo arabo. Proteste e instabilita' politica hanno la conseguenza economica di allontanare flussi di investimenti economici lasciando i governi senza riserve finanziarie. Sono infatti i Paesi arabi direttamente coinvolti nelle rivoluzioni pro democratiche a subire i principali danni economici. Secondo le analisi del FMI l'Egitto avra' un decremento del 4% nella sua crescita, passando da una crescita del 5% all'1% quest anno. Le entrate legate al turismo vengono azzerate, la mano d'opera straniera emigra, il deficit fiscale in Egitto arriva al 9,7% del Pil e in Tunsia al 4,3%.

(ANSA med)

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