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mercoledì 20 aprile 2011

IMMIGRAZIONE: ITALIA TROVA 4 ALLEATI E CHIAMA EUROPA

(dell'inviato Massimo Nesticò) (ANSAmed) - NICOSIA (CIPRO), 20 APR - L'Europa sostenga concretamente i Paesi che sopportano la maggiore pressione migratoria. Altrimenti è a rischio la capacità di gestire gli sfollati ed anche la sicurezza comune. Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta si alleano ed approvano in una riunione a Nicosia un documento congiunto in vista del Consiglio straordinario dei ministri dell'Interno europeo in programma il prossimo 12 maggio. Ma il fronte mediterraneo perde una pedina pesante: la Francia infatti si sfila, dopo settimane di tensione con Roma. Il meeting cipriota tra i rappresentanti dei ministeri dell'Interno dei cinque Paesi fa seguito a quello convocato a Roma il 23 febbraio scorso dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dove c'era anche il ministro francese, mentre ieri a Nicosia la Francia era assente. "Il 26 aprile - ha ricordato il sottosegretario Alfredo Mantovano, presente alla riunione - ci sarà il vertice tra i due Paesi e speriamo che in quell'occasione le divergenze si possano appianare".

Nel documento congiunto di ieri, Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta chiedono all'Ue "supporto finanziario e operativo agli Stati che affrontano flussi migratori sproporzionati e massicci, attivando pienamente tutte le risorse, gli strumenti e le capacità, esistenti o aggiuntive". I cinque Paesi esprimono poi "profonda preoccupazione per il conflitto in Libia e le sue conseguenze in termini di sofferenze per tantissime persone e per il crescente numero di sfollati in fuga dalla guerra" e mettono in conto che "un enorme numero di persone che necessitano di protezione internazionale potrebbero arrivare nei Paesi più esposti del Mediterraneo nell'immediato futuro".

Questi flussi "non possono essere gestiti senza il concreto e sostanziale supporto e la solidarietà del resto degli Stati membri; in mancanza di ciò, sarà seriamente a rischio la nostra capacità, e conseguentemente la capacità dell'Unione, di gestire gli sfollati e dare protezione internazionale a chi ne ha bisogno, così come sarà minata la sicurezza comune".

In attesa del Gai del 12 maggio, la Commissaria europea per gli Affari interni Cecilia Malmstrom ha riconosciuto ieri che l'Unione "non è equipaggiata per aiutare gli Stati membri più esposti a massicci movimenti migratori". Ed ha segnalato una serie di esigenze: frenare gli ingressi clandestini, favorire il loro rimpatrio e l'immigrazione legale. Tornando in Italia, Mantovano ha fatto il bilancio sui contestati permessi di soggiorno temporanei, dopo che si è chiusa la finestra di otto giorni aperta per fare la richiesta: ne sono stati concessi 4.039, mentre altre 10.286 domande sono in fase istruttoria.

L'obiettivo, ha osservato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, "é chiudere la partita entro Pasqua. La concessione dei permessi e la collocazione dei tunisini sbarcati in Italia nelle strutture predisposte dalle regioni - ha aggiunto - consentirà di svuotare le tendopoli". Gabrielli ha anche affermato che dei circa 23.500 tunisini sbarcati fino a fine febbraio il ministero dell'Interno ha fornito alla Protezione civile una lista di 11.800 che andavano collocati in strutture di accoglienza. Significa che la metà, dunque, si sono allontanati dalle tendopoli e dai centri dove erano stati portati dopo lo sbarco a Lampedusa. Complessivamente nel 2011 sono arrivate dalla Tunisia 372 imbarcazioni per un totale di 23.589 migranti, mentre dalla Libia le imbarcazioni giunte sono state 18 con 4.061 persone. Sono stati rimpatriati finora 330 tunisini con 11 voli.(ANSAmed).

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