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venerdì 29 aprile 2011

Libia, sparano anche i soldati di Tunisi La Nato: «A buon fine attacchi Italia»

MILANO - «Nell'ultima settimana l'Italia ha partecipato ad attacchi che sono andati a buon fine». Lo ha detto il generale di brigata Rob Weighill, sottocapo di Stato Maggiore delle Operazioni Unified Protector, nel corso di una conferenza stampa sulle operazioni in Libia svoltasi alla base Nato di Bagnoli. «Gli interventi aerei italiani - ha affermato - hanno portato grandi benefici alle operazioni». «Siamo grati all'Italia - ha sottolineato - per ciò che ha fatto fin dall'inizio delle operazioni, sia con la no fly zone sia con l'embargo».
COINVOLTA LA TUNISIA - Nel frattempo, la guerra civile in Libia rischia di assumere una dimensione sovranazionale. Arrivano infatti notizie di scontri a fuoco al confine con la Tunisia tra truppe fedeli a Gheddafi e soldati tunisini. Una donna di nazionalità tunisina sarebbe rimasta uccisa, secondo quanto riferiscono testimoni citati dall Reuters, negli scontri divampati a Dehiba, città di confine i due Paesi, tra le forze lealiste e i ribelli che fanno capo al comitato di transizione di Bengasi. Nella battaglia sarebbero, appunto, poi stati coinvolti anche i militari di Tunisi, visto che parte della battaglia si è svolta entro i confini tunisini.
RAZZI OLTRE CONFINE - Un testimone, Imed, contattato telefonicamente dalla Reuters, ha riferito che veri e propri combattimenti sono scoppiati nel centro della città, in territorio tunisino. In precedenza, le postazioni dei ribelli libici in città erano state attaccate in mattinata, riferisce Al Jazeera, dalle forze di Tripoli, supportate dall'artiglieria e dai razzi, con molti colpi finiti oltre il confine. Secondo il corrispondente sul posto dell'emittente araba, gli scontri vanno avanti senza sosta «con ferocia» da mercoledì.


www.corriere.it

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