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martedì 3 maggio 2011

BIN LADEN:IN TUNISIA DIVIDE I GIOVANI RIVOLUZIONARI

TUNISI, 3 MAG - I giovani tunisini, quelli che hanno ''fatto'' la rivoluzione, non hanno mai avuto una loro piazza Tahrir, un solo luogo fisico deputato alla protesta. Per questo quando devono discutere, scelgono una agorà virtuale, quella che, in queste ore, è animata da un dibattito serratissimo sulla fine di Bin Laden e su come il mondo potrà cambiare dopo di essa. Non c'e' una comune visione dei ragazzi tunisini su questo evento, divisi come sono tra un giudizio di condanna del terrorista ed una parziale assoluzione per l'uomo che si e' schierato contro gli Stati Uniti, comunque colpevoli di averlo prima creato e poi eletto a nemico n.1.

Una creatura, dice un ragazzo sul forum del sito businessnews, ''puramente americana'' e, aggiunge, ora bisognera' vedere come gli Stati Uniti metteranno in essere il loro progetto di sostituire i dittatori del Nord Africa con qualcuno di cui servirsi nei prossimi 10/20 anni. Ma se bin Laden e' morto, ora tocca a George W.Bush rispondere di cio' che ha fatto, di ''avere mentito - aggiunge un altro ragazzo - per fare la guerra contro l'Iraq e uccidere migliaia di civili''. E con lui, dice un altro giovane, deve essere giudicato anche l'israeliano Sharon.

Ma, scrive Hech, ''bin Laden non e' morto. Si lascia dietro migliaia di cloni, dei piccoli bin Laden''. Il riferimento e' alle manifestazioni di integralisti islamici dei giorni scorsi nel cuore di Tunisi: ''avevano la stessa barba, le stesse vesti e l'identico odio negli occhi''. C'e' chi, come Fih W Alih, giustifica le finalita' dell'azione di bin Laden, non certo gli strumenti che aveva scelto per battere la ''dittatura israelo-americana'': non sono certo bombe, in tutto il mondo, contro innocenti che scardineranno questa dittatura''. E Asma commenta ironicamente: ''Beh, ora gli americani creeranno un altro nemico giurato per proseguire la loro guerra contro il 'terrorismo'''. E ancora, seppure implicitamente, i ragazzi tunisini si interrogano su come bin Laden sia potuto diventare cio' che e' stato per piu' di dieci anni: ''e' ancora un giovane 'meschino', nessun cavallo bianco, come il nostro presidente deposto. Ma come ha potuto fare (cio' che ha fatto, ndr), per chi o cosa?''. Hatem C e' pero' sprezzante su capo di al Qaida e usa una frase del linguaggio mafioso: ''e' bene che stia dove e' ora con i pesci''. Ma c'e' chi non crede alla sua morte, pensando che si tratti di una messinscena ''per ragioni degli Stati Uniti''. Ma tra i ragazzi tunisini c'e' anche chi plaude alla fine violenta di Osama Bin Laden (''Una vittoria - scrive uno di loro - per la liberta' e la democrazia. Che vada all'inferno questo mascalzone che ha terrorizzato il mondo'') e chi, invece, fa una dolorosa confessione: ''Io - scrive Bargleh - l'ho amato l'11 settembre e l'ho detestato quando ha colpito la nostra dolce Djerba''

(ANSA med)

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