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lunedì 2 maggio 2011

Imam: "Morto Bin Laden torni il dialogo"


La guida spirituale dei musulmani a Genova ammette che l'uccisione del capo di Al Qaeda "non sarà la fine del regime talebano. L'augurio è che possa servire a un sostanzioso ridimensionamento dell'ideologia integralista"

Poco prima delle cinque, ora italiana, rimbalza per tutto il mondo la notizia che Osama Bin Laden è stato ucciso dall'esercito statunitense durante un raid in Pakistan. In tutta l'America una folla invade le piazze per festeggiare la fine di un incubo.

Salah Husein, imam della comunità islamica genovese, ha saputo della notizia anche lui dalla tv: "Tutti i veri musulmani, e non solo, si augurano che questo episodio possa rappresentare una distensione del clima internazionale".

L'analisi dell'imam è pacata e concreta, lontana da toni trionfalistici: "Non credo - ammette - si possa festeggiare la fine del regime talebano. Bin Laden era solo un simbolo di un modo sbagliato di vivere da musulmani. Il mio augurio è che la sua scomparsa possa servire a un sostanzioso ridimensionamento dell'ideologia integralista".

Un'occasione importate, dunque, per tornare a dare fiato all'islam moderato, quello che crede nel dialogo. Una convinzione che Husein si augura venga fatta propria sempre più da tutti i musulmani: "Spero che la responsabilità individuale di chi, fino ad oggi, ha abbracciato la deviazione fondamentalista si possa orientare sempre più verso un futuro di dialogo".

genova.repubblica.it

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