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domenica 1 maggio 2011

La situazione per chi lavora in Tunisia?

Sono passati ormai due mesi e mezzo dal 14 Gennaio e la situazione per chi lavora, soprattutto per gli operatori stranieri, resta complicata. Si perde tempo prezioso, spesso anche clienti importanti, per la mancanza di sicurezza e per le rivendicazioni sindacali che il più delle volte non sono legittime e gestite in modo confuso.

Ma ciò che spaventa di più é la mancanza di regole. Il senso civico in alcune persone é del tutto assente e ,in quanto "liberi", si sentono legittimati a farsi giustizia da se. Operando in questo modo anche il rispetto della fila più semplice, per pagare una bolletta o versare i soldi in banca, diventa pretesto per far scoppiare una rissa. Non puoi uscire la mattina da casa senza la paura di capitare nel bel mezzo di un episodio sgradevole che ti impedisce di avere quella tranquillità che ti possa permettere di rendere al meglio nel  lavoro. Inoltre se provi a chiamare la polizia, per sbrogliare la situazione, vieni deriso e ti capita anche di sentirti rispondere: " Alla polizia noi incendiamo le caserme e le macchine, non conta niente per noi". Come affrontare il problema? Dove sono le istituzioni che dovrebbero tutelarci ed aiutarci nella transizione?

Giustamente molte persone hanno preso e smantellato le loro attività per spostarle altrove, dal punto di vista economico non gli si può obiettare nulla. Ma per chi ama questo paese e crede nella sua crescita ed emancipazione politica si può veramente pensare di abbandonarlo così? Non é forse meglio comprendere i tunisini ed aiutarli nel cammino verso la democrazia cercando di condividere che la libertà non significa fare tutto quello che si vuole ma é soprattutto comprendere le idee degli altri, rispettare regole condivise da tutti, cercare tramite il compromesso e il dialogo di costruire un paese più forte e più grande. Che buon esempio potremmo mai dare noi "esportatori" di democrazia se alla prima difficoltà gettiamo la spugna?

Rimanere é dura, ma la costruzione di un mondo migliore é iniziata qui in Tunisia e se veramente uno crede in questo nuovo corso la pazienza e la volontà saranno le sue guide.

Paolo Lo Iudice

2 commenti:

  1. dopo tante critiche da parte mia........dopo tante scaramucce nei post...... Paolo..devo dire che mi trovi d'accordo al 100%!
    Bravo

    il barbiere

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  2. manca qualche "doppia"per autenticare la firma ma se è veramente quella originale forse questa "benedetta rivoluzione" inizia a suscitare interesse anche nei fedelissimi del vecchio regime.

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