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sabato 18 giugno 2011

LIBIA: REGIME CONFERMA DI AVER AVUTO CONTATTI CON I RIBELLI

(ASCA-AFP) - Tripoli, 18 giu - Il governo libico respinge le smentite dei ribelli e conferma l'esistenza di trattative tra le parti che si sarebbero svolte in Francia, Norvegia, Egitto e Tunisia. Nel corso di una conferenza stampa a Tripoli il premier Baghdadi al-Mahmudi ha dichiarato l'esistenza di ''contatti'' tra il regime di Gheddafi e il fronte degli insorti, come riferito nei giorni scorsi dallo stesso delegato del Kremlino in Africa, Mikhail Margelov, all'indomani della sua visita a Tripoli.

''Chiedete informazioni ai governi egiziani, francesi, norvegesi e tunisini. Loro vi diranno la verita''', ha detto Baghdadi.

Dal canto suo Parigi ha gia' tuttavia smentito la notizia, precisando di non avere ''alcun legame con gli eventuali contatti stabiliti'' tra emissari del rais e i ribelli. ''Se ci sono stati dei contatti diretti noi non siamo responsabili'', ha affermato ieri il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero.









http://www.asca.it

1 commento:

  1. Speriamo tutti che questa guerra inutile e fratricida finisca al più presto. La sete di petrolio dell'imperialismo americano e europeo ha portato solo lutti e umiliazione al popolo libico e distrutto irrimediabilmente i rapporti umani e di relazione con noi italiani. Si é ripetuto il solito copione anche con Gheddafi; dapprima amico, poi alleato e infine trombato. In questi giorni, senza andare troppo indietro nella storia, in Siria e nello Yemen non si grida allo scandalo e non si rivendicano i diritti dell'uomo, non si accusano i tiranni locali di sopprimere con le armi le forme di ribellione e le genti che protestano, ma ci si limita alla pura cronaca senza invocare bombardamenti e sanzioni internazionali. I francesi, attenti difensori dei diritti umani,non hanno proposto nulla e tanto meno forzato la mano per un intervento militare immediato,forse si sono informati bene e hanno capito che non ci sono pozzi di petrolio a sufficienza per giustificare un'altra missione bellica. Rimane la tristezza di avere perduto la fiducia di un popolo, quello libico,che oggi s'interroga sull' onestà di noi italiani e dei nostri politici che, al minimo alito di vento, perdono il loro orientamento.
    Un italiano sempre meno orgoglioso

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