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venerdì 1 luglio 2011

Marocco, il voto sulla nuova Costituzione


Per far fronte alle crescenti manifestazioni pro-democrazia organizzate in Marocco dal Movimento 20 Febbraio, chiaramente ispirate alle rivolte che in Egitto e in Tunisia hanno determinato la caduta dei regimi di Mubarak e Ben Ali, il re Mohammed VI il 17 giugno scorso ha presentato, in diretta televisiva, il testo della riforma costituzionale con cui intende cedere parte dei suoi poteri.
Le modifiche alla Costituzione dovranno comunque ottenere l’approvazione dei cittadini che domani, 1 luglio, si esprimeranno attraverso un referendum popolare. Le riforme proposte sono comunque inferiori rispetto alle richieste dei manifestanti, che hanno invitato a boicottare il voto. Tuttavia secondo gli analisti, nonostante la breve campagna elettorale durata meno di due settimane, la maggioranza dei marocchini sarebbe intenzionata a votare “si” come richiesto dai tre principali partiti politici del Marocco: il Partito Giustizia e Sviluppo, una formazione islamista, l’Unione socialista delle forze popolari (USFP) e il partito conservatore Istiqlal.
Il Movimento 20 Febbraio ha già indetto una nuova manifestazione per domenica ma è anche vero che migliaia di persone sono scese in piazza nelle principali città, tra cui Rabat e Casablanca, per sostenere le riforme.
Il nuovo testo presentato dal re Mohammed VI, che nel 1999 ha assunto la guida della dinastia più longeva del mondo arabo, prevede di ridurre in parte dei poteri politici e religiosi del sovrano mentre rafforza i poteri del Primo Ministro che diventerà “il presidente del governo”. Il Primo Ministro avrà quindi il potere di sciogliere il Parlamento, potere fino ad ora riservato al Re. Verrà creata una Corte costituzionale a cui i marocchini potranno rivolgersi per far valere i propri diritti.I l Consiglio della magistratura non sarà più presieduto dal ministro della Giustizia. Inoltre il Re perde il carattere sacro della sua persona un passaggio che nella nuova Costituzione verrà sostituito con: ”L’integrita’ della persona del re non puo’ essere violata”. La nuova costituzione renderebbe anche il berbero come lingua ufficiale insieme con l’arabo. E’ la prima volta che un paese del Nord Africa concede lo status di lingua ufficiale alla lingua indigena della regione. Secondo il censimento del 2004, 8,4 milioni di marocchini, su un totale di 31,5 milioni di abitanti, parlano uno dei tre principali dialetti berberi.



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