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martedì 19 luglio 2011

Tunisia/ Politica condanna violenze, c'è complotto anti-voto

Roma, 19 lug. (TMNews) - Mentre i frutti della "primavera araba" in Tunisia non sono ancora maturi, molti partiti tunisini hanno messo in guardia dall'esistenza - ribadendo quanto affermato dal premier Beji Caid Essebsi in un discorso alla nazione ieri - di un complotto teso a destabilizzare il paese e a ostacolare le elezioni dell'Assemblea nazionale il prossimo 23 ottobre. Sull'onda emotiva delle nuove violenze scoppiate domenica nel centro del paese, in particolare a Sidi Bouzid, città simbolo della rivolta di dicembre, dove un ragazzo di 14 anni è stato ucciso da un proiettile vagante mentre partecipava a una manifestazione, i partiti hanno invitato alla coesione e hanno assicurato che il voto si terrà come previsto.

Uno dei principali partiti tunisini, il partito democratico progressista (Pdp), ha chiesto di mantenere la pace civile e ha chiesto a "tutte le forze democratiche di fare fronte comune contro i tentativi di destabilizzare il paese". Ci sono delle forze che tentano di destabilizzare la situazione nel paese e che vogliono cancellare il processo che permette di andare alle elezioni "in modo sereno", ha detto il segretario generale del Pdp, Maya Jribi.

Negli ultimi giorni sono scoppiati numerosi incidenti - attacchi a commissariati di polizia e manifestazioni - in diverse città del paese, tra cui Sidi Bouzid e a Regueb, poco più a sud. Il movimento islamico tunisino Ennahda (Rinascita) ha condannato la violenza "da ovunque provenga, che sia dei manifestanti o delle forze di sicurezza", mentre molti puntano il dito contro il partito accusandolo dei recenti incidenti. "C'è un piano strumentale per indebolire la stabilità del paese e nuocere alle istituzioni dello Stato con degli attacchi contro poliziotti, posti di polizia o istituzioni militari", hanno rincarato gli ex comunisti di Ettajdid, invitando tutti i componenti della società civile, politica e sindacale a rimanere uniti.

Si è prodotta inoltre un'esplosione su un gasdotto nella regione di Zaghouan, nel nord-est della Tunisia, la quale non ha provocato danni materiali o a persone. Per il ministero dell'Interno tunisino la detonazione, tuttavia, "è dovuta a un atto criminale".



http://www.tmnews.it

1 commento:

  1. in italia sappiamo poco o niente di cio' che sta succedendo in tunisia,probabilmente perche' l'attenzione dei media e' totalmente rivolto al conflitto libico.continuate a tenerci informati con questi servizi,molto professionali,ma soprattutto molto utili per tenerci aggiornati sugli sviluppi socio politici di un paese che amiamo molto...

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