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domenica 3 luglio 2011

Voto all'estero per corrispondenza: indagine conoscitiva


ROMA\ aise\ - Il voto per corrispondenza non garantirà mai segretezza e chiarezza: parte da questo assunto il Sottosegretario all’Interno Michelino Davico, che ieri è stato ascoltato dalle Commissioni riunite Affari Costituzionali ed Esteri del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul voto all’estero.       Che la Legge Tremaglia, datata 2001, abbia bisogno di correttivi "pratici" è opinione diffusa e condivisa, ma altrettanto non si può dire delle soluzioni proposte. Per molti – eletti all’estero in primis – il voto per corrispondenza non va abbandonato, ma corretto, rovesciando il diritto d’opzione (se vuoi votare ti iscrivi ai registri elettorali nei Consolati). Questo perché garantisce la possibilità di votare a più connazionali e risolve la questione-distanza. Per altri – tra cui il sottosegretario Davico, che ha esposto in materia la posizione del Viminale – si deve passare ai seggi in loco, così come avviene in Europa per le elezioni del Parlamento Europeo. Soluzione, a tacer d’altro, molto costosa, come ha più volte ricordato il sottosegretario agli esteri Mantica.


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