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giovedì 25 ottobre 2012

Alimentare: Tunisia fa i conti con crisi settore lattiero Nonostante produzione, importera' 5 milioni di litri latte

 La Tunisia e' costretta a fronteggiare una crisi, drammatica quanto annunciata, nel settore lattiero e per questo dovra' importare cinque milioni di litri per fare fronte alle esigenze del mercato interno, gia' messo in allarme dall'oramai scontato, ma non ancora ufficializzato, aumento dei prezzi di uno dei principali alimenti di base.

Una misura, destinata ad incidere sensibilmente sulla 'bolletta' dell'import tunisino, annunciata dal direttore generale delle Industrie alimentari, Noureddine Agrebi, nonostante il fatto che ci sia uno stock di disponibilita' che ammonta a 13 milioni di litri di latte e ad una produzione giornaliera che viene stimata in un milione e 300 mila litri.

Ma i cinque milioni di litri importati saranno vitali per equilibrare un mercato che registra una costante crescita di consumi e quindi impone una programmazione delle quantita' da mettere ogni giorno a disposizione dei consumatori.

La crisi e', in un certo senso, endemica per quanto riguarda il latte sterilizzato, ma e' anche conseguenza delle tensioni che si stanno registrando in seno ai produttori che chiedono, ormai da tempo, degli aumenti generalizzati: alla produzione, alla trasformazione e, infine, alla vendita.

Ma i problemi non sono esclusibamente legati alle dinamiche del mercato interno (che, ormai da anni, fa registrare incrementi a ritmo costante, ai quali la produzione interna non riesce a dare risposte esaustive), quanto al dilatarsi del fenomeno del contrabbando, che depaupera gli scaffali degli esercizi tunisini, a tutto vantaggio di altri mercati.

Soprattutto quello libico, dove il prodotto e' ricercato, ma soprattutto pagato a prezzi certo piu' alti di quelli praticati in Tunisia. Un problema che, comunque, non riguarda solo il latte, ma moltri altri prodotti alimentari e al quale il governo, nonostante gli sforzi, annunciati con grande clamore, non riesce a porre un freno. L'erosione dei margini di guadagno, dovuti alla situazione di crisi complessiva, ha d'altra parte fatto registare il ridimensionamento delle attivita' di molti allevatori, che, nell'incertezza sul futuro, preferiscono ridurre la loro attivita', piuttosto che rischiare di vedere il latte non accettato dai centri di raccolta regionali.

Nel 2012 la produzione nazionale di latte sterilizzato si e' attestata intorno ai 430 milioni di litri, che, in termini assoluti, potrebbero anche essere sufficienti a 'saziare' il mercato interno, ma che soffrono di troppe variabili, legate anche a incertezze sul futuro politico del Paese, conseguenza del deteriorarsi della situazione della sicurezza. 
(ANSAmed)

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