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martedì 30 ottobre 2012

Ricerca: da Napoli basi rete Euromed biotecnologie Agrofood




Puntiamo a costruire una rete dei distretti delle biotecnologie formato dai paesi europei che si affacciano sul Mediteraneo e dai paesi nordafricani e del Medio Oriente. Un'operazione difficile, ma su cui puntiamo molto''. Cosi' Luigi Iavarone, vicepresidente Vicario della Camera di Commercio di Napoli, ha aperto oggi la Euro-MED Conference on Biotechnology in Agrofood che si e' svolta a Napoli e ha visto la partecipazione degli esponenti del distretto delle biotecnologie CampaniaBioScience ed i rappresentanti di bioregions italiane (Sicilia, Sardegna, Lombardia) e dell'area Mediterranea.

La nascente rete Med dei centri di ricerca sulle biotecnologie in agrofood avra' come capofila il centro Bionegev, in Israele, e sara' incentrata sui temi dell` alimentazione e della ricerca applicata alle cure mediche. Temi su cui sono impegnti anche gli istituti stranieri coinvolti oggi nell'appuntamento napoletano, dal Cluster biotecnologico delle Baleari, in Spagna, all'Istituto Pasteur di Tunisi, fino centro agrobiotech del Negev, in Israele. ''In Campania - ha ricordato l'assessore regionale alla ricerca e all'universita' Guido Trombetti - ci sono sei distretti tecnologici di ricerca che comprendono anche il centro per le biotecnologie. Per loro ci sono finanziamenti per 400 milioni di euro e costituiscono quindi una grande occasione per la Campania, che puo' essere presente in maniera forte a livello internazionale''. Al centro la prospettiva di far incontrare ricerca e impresa, per attirare investimenti. Cosa riuscita al BioIB delle Isole Baleari, in Spagna, che ha attirato investitori dalla Svizzera e dalla Germania. ''Nel nostro distretto - spiega Pep Lluis Pons Hinojosa, del BioIb - operano 43 soggetti, tra aziende private e universita'. Negli ultimi mesi i fondi statali stanno diminuendo ma siamo comunque riusciti ad attirare investitori stranieri.

Per noi e' molto importante anche far parte di reti internazionali per scambiare conoscenze e mettere in luce i nostri studi''.

In particolare, nel campo, il BioIb si sta concentrando sull'estrazione di principi attivi dalle piante per scopo terapautico, una frontiera molto interessante per ''un arcipelago che si basa sul turismo - spiega Hinojosa- e che quindi ha poche porzioni di territorio da dedicare alle coltivazioni''. Un altro aspetto fondamentale della ricerca e' quello della sicurezza alimentare, su cui si lavora al Centro Pasteur di Tunisi, dove si tiene sotto controllo ''la qualita' di alcune specie che vivono nel Mediterraneo e che sono destinate al consumo umano'', spiega Hela Kallel, dell'istituto tunisino.

''Siamo impegnati - prosegue - a cercare ad esempio i livelli di alcune biotossine che possono essere contenute nelle cozze destinate poi all'esportazione verso i paesi dell'Unione Europea''. Ma i campi di ricerca sono molti a cominciare dai vaccini, fino agli studi epidemiologici sullo sviluppo di particolari tipi di virus. ''E' chiaro - conclude Kallel - che siamo molto interessati a rafforzare i legami con gli altri ricercatori del bacino del Mediterraneo, anche per migliorare l'attivita' di formazione che vede attualmente impegnati 200 giovani ricercatori tunisini presso il nostro istituto''. 
(ANSAmed).

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