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mercoledì 14 novembre 2012

A che punto è la situazione delle donne nel mondo arabo

Dopo aver sostenuto, immaginato, guidato e suggerito le rivolte in diverse zone del mondo arabo, le donne si chiedono quale sia il loro futuro nella zona.


Le donne, come spesso nella storia, hanno avuto un ruolo fondamentale anche nella rivolta in medio oriente. Hanno organizzato e guidato molte manifestazioni, contribuendo a rovesciare i governi autoritari in Tunisia, Egitto, Yemen e Libia. La speranza era quella, oltre alla libertà del proprio paese, di ottenere dei miglioramenti della condizione femminile in quei paesi, in tutta la zona araba. Ma ancora, almeno secondo il parere di molti attivisti, le donne sono escluse dal dibattito politico ed i loro diritti fondamentali sono tuttora messi in discussione se non rifiutati dalle forze religiose più conservatrici, che hanno aumentato la loro influenza sull’opinione pubblica dopo la caduta dei regimi. In Tunisia ed Egitto i governi islamici in carica faticano a trovare un equilibrio tra le forze laiche e quelle conservatrici che premono, in Libia il governo provvisorio è pronto ad entrare in carica. Il ruolo della legge islamica, la sharia, rimane un tema controverso. E la sua influenza sulle nuove costituzioni è vista come una potenziale minaccia non solo ai diritti delle donne, ma anche alla libertà di espressione. Insomma il futuro delle donne arabe quale sarà? E’ ragionevole attendersi degli sviluppi positivi o la primavera araba lascerà le cose inalterate nonostante tutto? Trustlaw, organizzazione non profit di Thomson Reuters, ha cercato di dare una risposta con un interessante reportage fatto di articoli, interviste e infografiche.

(iljournal.it)

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