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martedì 27 novembre 2012

Nord Africa: Paesi vulnerabili su indipendenza alimentare

(ANSAmed) - TUNISI, 27 NOV - La sicurezza e l'indipendenza alimentare nel Nord dell'Africa non possono essere affrontate solo da un punto di vista economico, perche' hanno profonde connotazioni politiche, come conferma il ruolo giocato dalla lievitazione dei prezzi dei generi alimentari durante la Primavera araba. Cosi' come le implicazioni politiche di utilizzo di un numero limitato di fornitori, come accaduto per il grano, indispensabile per il fabbisogno alimentare della regione. I governi nel Nord Africa hanno risposto all'impennata dei prezzi alimentari nel 2007/2008 e nel 2010/2011, cosi' come agli sconvolgimenti politici della Primavera araba, con l'applicazione di una serie di misure volte a mitigare gli effetti dell'inflazione che hanno riguardato aumenti salariali nel settore pubblico, incremento della spesa pubblica mirati agli aiuti alimentari. Misure che, tuttavia, hanno profondamento inciso sui bilanci pubblici. Come conseguenza della dinamica tra domanda e offerta, i Paesi del Nord Africa sono stati costretti a importare gran parte del loro cibo. La recente impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e l'aumento della dipendenza dalle importazioni alimentari hanno avuto come risultanza che i governi del Nord Africa si sono resi pienamente consapevoli della vulnerabilita' causata dal ricorso ai mercati globali per soddisfare la domanda locale. La Banca africana di sviluppo ha appena pubblicato uno studio che prende in esame il bilancio e le prospettive future della sicurezza alimentare nel Nord Africa, dal punto di vista dell'economia politica. Il rapporto sul miglioramento della sicurezza alimentare nei Paesi arabi mostra che la forte dipendenza di quelli del Nord Africa dall'importazione li rende vulnerabili agli ''shock'' quantitativi, come quelli relativi agli embargo commerciali o all'interdizione verso Paesi esportatori di prodotti alimentari. Secondo lo stesso rapporto, la percentuale media del reddito speso in cibo negli Stati Uniti e' solo il 6,8% contro quasi il 40% nei Paesi del Nord Africa (la media mondiale e' del 35,8 per cento). Peraltro la regione Mena e' una delle zone del mondo a piu' alta insicurezza alimentare, a causa della sua estrema dipendenza dall'import e questo non ha alcun collegamento, ad esempio, con la ricchezza di materie prime, come dimostrano le situazioni comuni tra Algeria e Libia (ricche di idrocarburi) e di Egitto e Tunisia (poveri di materie esportabili). Tuttavia, l'importazione di cibo e' solo un aspetto della sicurezza alimentare. Altre variabili per determinare il livello di sicurezza alimentare in una regione sono i livelli di ricchezza, la distribuzione del reddito e la situazione fiscale. Queste variabili differiscono non solo da una regione all'altra, ma anche da una nazione all'altra. In realta', ci sono tre modi per un paese per garantire la sicurezza alimentare a livello nazionale: la produzione locale, importazioni di prodotti alimentari e gli aiuti alimentari. E la logica considerazione e' che si debba puntare sull'aumento della produzione e quindi dell'offerta locale.


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