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sabato 24 novembre 2012

Tunisi, taxi di sola andata, di Ilaria Guidantoni, affresco di una Tunisia postrivoluzionaria

Arriva in libreria il quarto libro di Ilaria Guidantoni, il romanzo verità “Tunisi, taxi di sola andata” (No Reply Editore, Promozione Pea Italia/ Distribuzione Pde). Vi si racconta una Tunisia postrivoluzionaria da una prospettiva che sta a metà tra la ricerca giornalistica e il percorso di crescita personale. Il racconto parte dalla punta certa e visibile dell’iceberg per arrivare agli abissi della sua base. Un percorso da “nord a sud”, esattamente come fa la giovane protagonista Sophie, francese di origine italiana, che lascia l’Europa, il nord con le sue certezze e i suoi dogmi, per andare verso sud, in Tunisia per capire la rivoluzione che infiamma quella terra e i paesi limitrofi. Nella protagonista c’è inizialmente un atteggiamento presuntuoso, molto parigino, che però si lascia lentamente contaminare e diventa soprattutto ascolto, apertura alla vita, alle voci di un popolo, alle diverse verità. Lasciare l’Europa significa anche lasciare un certo tipo di impostazione mentale fuorviata sia dal suo senso di profonda delusione e sfiducia, sia dai media, spesso volutamente devianti. Incontrare i tunisini in rivolta invece, significa riscoprire il coraggio di sognare e accorgersi che la paura di sognare, la paura della libertà, sono i mali peggiori. Sophie vuole anche cercare una persona dalla quale si era volontariamente allontanata. La cerca per le strade di Tunisi, città molto cara alla scrittrice che ci vive e lavora una parte dell’anno; essa ha i colori e i profumi a noi conosciuti perché propri del mediterraneo :'La mia famiglia – dice Sophie - produce da tempo immemorabile essenza di fiori d'arancio e mi sono accorta che molte ricette sono siciliane e viceversa'' o ancora “La Tunisia - mi racconta la proprietaria di questa casa, tunisina di nascita, naturalizzata francese ...- ha preso dalla Francia la testa, dall'Italia il cuore. La Francia e' nella cultura, nell'arte; l'Italia e' nel modo d'essere, di sorridere, nella gestualita' e nella cucina, forse a un livello più basso ma più autentico '. A Tunisi Sophie trascorre molto tempo in taxi e non è un caso. Infatti i tassisti costituiscono un elemento sociale di primaria importanza: sotto Ben Ali, erano considerati informatori al servizio del regime, tanto che, quando la scrittrice arrivò a Tunisi la prima volta le fu consigliato di non entrare in confidenza con loro e soprattutto di non parlare di politica; subito dopo la sua caduta, sono i primi a captare informazioni e umori di una città in fermento, che ha appena riconquistato la propria libertà. Paradossalmente, nei giorni della rivoluzione i tassisti sembravano scomparsi. Sono ricomparsi dopo la rivoluzione ma cambiati: da grande orecchio del regime, sono diventati rivoluzionari. Ricordiamo che giovedì 29 novembre, a Milano, alle ore 18.30 presso la libreria Azalai, via Gian Giacomo Mora 15, Christian Elia, inviato di Peacereporter (Emergency), presenterà Tunisi, taxi di sola andata. Sarà presente la scrittrice fiorentina, Ilaria Guidantoni.

(2duerighe.com)

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