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giovedì 15 novembre 2012

Tunisia: allevatori in crisi, a rischio cammelli di Tozeur

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - TUNISI, 15 NOV - Sono forse la prima cosa che viene fatta vedere ai turisti che arrivano a Tozeur, la capitale dell'industria del tempo libero del deserto tunisino: i cammelli, lasciati furbescamente a pascolare vicino agli hotel e che sono destinati a portare in giro gli ospiti degli alberghi, per brevi passeggiate sulla sabbia. Ma questa, che e' una tradizione della zona, rischia di scomparire nel giro di pochi anni, cancellando una immagine che immancabilmente i turisti immortalano per ''vantarsene'' con parenti ed amici una volta tornati a casa.

Questi placidi animali a Tozeur vivono da sempre, ben prima che vi si insediassero gli uomini. Diventati, nel tempo, mezzo primario di locomozione e fornitori di carne e latte, sono stati sfruttati dall'industria turistica che ne ha fatto uno dei pezzi forti dell'offerta. Ma ora tutto questo e' in pericolo e a gettare ombre sinistre sul loro futuro sono proprio le tradizioni che, se rispettate, fanno diventare il loro utilizzo improduttivo, se non addirittura solo uno spreco. Tradizioni legate al modo di alimentarli, di portarli a mangiare, insomma di considerarli allo stesso modo di cent'anni fa. Ma oggi, ha detto in sostanza Belgacem Kirza, presidente degli allevatori di Tozeur, che ha confidato all'Aps le sue preoccupazioni, questo non e' piu' possibile perche', altrimenti, c'e' solo da perdere. E quando questo accade gli allevatori, non vedendo sbocco alla loro attivita', preferiscono vendere la maggioranza dei capi delle loro mandrie. Come sta accadendo da due anni a questa parte, con centinaia di capi di razza - molto apprezzati per taglia e resistenza - che prendono la strada della Libia che, per i cammelli cosi' come per moltissimi altri prodotti tunisino, offre prezzi piu' molto alti, proposte che e' difficilissimo rifiutare. Metodi di allevamento che andavano bene prima, ora non lo sono piu', anche perche' il prezzo ad esempio dell'orzo comincia a essere proibitivo. E quando si fanno due conti sulle spese e i ricavi il risultato che viene fuori spinge i piu' giovani a non volere impegnarsi in questa attivita', andando alla ricerca del ''posto fisso'', perche' tutto il mondo e' paese. Poi ci sono anche le malattie, che pero' non si possono combattere con efficacia perche' mancano i farmaci. Cosi' il vaiolo fa strage tra i cammelli. Ma anche sull'entita' delle perdite tutto e' molto vago perche' gli allevatori non hanno mai raccolto l'invito delle autorita' sanitarie della regione a marcare le bestie e, quindi, a dare loro un quadro preciso dei numeri delle mandrie. Tutto resta, appunto, legato ad un concetto dell'allevamento ormai superato, ma ai quali si resta testardamente attaccati. Oggi, secondo una stima che appare attendibile, i capi dell'area di Tozeur dovrebbero essere 2.500. Sono pochi o tanti? Anche solo capirlo e' un problema. (ANSAmed).

1 commento:

  1. solo per precisare ma gli animali in questione non sono cammelli ma dromedari, ossia hanno una sola gobba e non due come i cammelli.

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