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domenica 23 giugno 2013

La Commissione UE in difesa della libertà di movimento

STRASBURGO - La libertà di movimento è uno dei più grandi traguardi raggiunti dall'Unione Europea. Per evitare che essa sia data per scontata, il Parlamento Europeo ha votato la proposta della Commissione riguardante l'introduzione temporanea dei controlli alle frontiere per assicurarsi che la politica nazionale abusi di questa possibilità.
Come spiega Renate Weber, deputata rumena responsabile del dossier al Parlamento, è stato aggiunto alla proposta della Commissione una dimensione comunitaria: lo Stato membro (intenzionato a introdurre i controlli alle frontiere) dovrà dialogare con la Commissione e gli Stati membri interessati. La Commissione presenterà un rapporto al Parlamento Europeo e lo Stato membro in questione dovrà spiegarsi sulle proprie ragioni. Inoltre all'interno della relazione è stato aggiunto un emendamento che indica che la migrazione non è di per sé una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale".
 È stato chiesto alla Commissione europea – prosegue - di redigere una proposta perché alcuni Stati membri temevano i flussi migratori in seguito alla Primavera Araba.  "Quando il Consiglio ha chiesto di rivedere i controlli delle frontiere Schengen, avevamo in mente la possibilità di re-introdurre i controlli alle frontiere interne nel momento in cui un grande numero di immigrati avesse varcato le frontiere dell'UE. La Commissione ha lavorato in questa direzione, ma al Parlamento abbiamo cambiato il testo durante le negoziazioni rimanendo fermi sulla nostra posizione". (aise)


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