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giovedì 20 giugno 2013

Lettera inviata da un nostro lettore

Lettera inviata ieri alla nostra redazione:


Egregio Dott. Benassi,

Questa mail giusto per informare le autorita’ del mio paese su cosa mi è successo due settimane fa personalmente che ritengo assolutamente incredibile e gravissimo.
Nell’anno 2012 ho conosciuto tramite amici “un’imprenditore” Tunisino nel settore mio di competenza con la sua societa’ ad Akouda Sousse. Lo stesso imprenditore aveva gia’ da anni una societa’ totalmente esportatrice sempre nello stesso ramo con amministratore un’amico Italiano.
Dopo avere approfondito svariati aspetti di una possibile collaborazione tra noi decidiamo di investire in un progetto di costruzione di una societa’ produttrice totalmente esportatrice. Nel maggio 2012 viene costituita la societa’  con me amministratore, la figlia ed il marito del Tunisino come soci e un’Italiano che avrebbe dovuto seguire i lavori di installazione del macchinario (nel frattempo acquistati in Italia) e poi la parte produttiva.

Fino a questo punto niente di strano e niente di irregolare.  Per lo smontaggio, rimontaggio  e messa in opera del macchinario erano previsti dagli 8 ai 12 mesi.
Premetto che dal giorno della costituzione della societa’ ho dato procura di pieni poteri alla moglie del tunisino per operare a tutti livelli compreso banche e dogana tanto è che non ho mai nemmeno aperto un conto corrente personalmente.


Nel periodo di installazione del macchinario sono stati fatti acquisti presso fornitori italiani di varie tipologie di materia prima da vendere all’export (paesi del Maghreb) in modo anche da finanziare i lavori di montaggio del macchinario che sono molto alti. Dopo i primi arrivi di materiale ho notato immediatamente come veniva fatta una gestione arbitraria sia delle vendite che degli incassi tenendomi sempre all’oscuro di tutto (chiaramente approfittando che tutti i dipendenti sono ai servigi di lui da anni).
Dopo mesi di bugie (e non sto a raccontare per non dilungarmi i dettagli di fornitori non pagati ecc ecc) scopro che il materiale acquistato veniva regolarmente venduto in Tunisia senza diritto (essendo azienda Offshore) e da li inizia una grande discussione col tunisino fino a decidere dal dicembre 2012 il mio allontamento dagli uffici fatto in maniera forzata e con la complicita’ dei suoi dipendenti.
Nel marzo 2013 venivo chiamato dalla Dogana di Ben Arous  titolare di un’inchiesta contro questo personaggio per rilasciare le mie dichiarazioni della mia gestione della societa’  eper informazioni sulle altre correlate ad essa e riconducibili solo ed esclusivamente alla famiglia del Tunisino.

Da quel momento sono iniziate le mie disavventure fatte di minacce giornaliere dirette ed indirette, pressioni a tutti i livelli. Il giorno 08/03/2013 venivo rimosso da amministratore e veniva nominato l’altro Italiano il quale
 ammaliato dalle promesse e bugie del tunisino, si faceva convincere a fare denuncia contro di me per accuse assolutamente false (prove documentali) e inverosimili ma anche non sapendo cosa andava a firmare poiché tutto scritto in arabo. Fatto sta che nel maggio di questo anno depositava denuncia (fatta dal tunisino ma firmata da lui). Il Tunisino essendo persona molto conosciuta a Sousse gode di amicizie e privilegi ad ogni livello (Polizia,Tribunale,Dogana……) e tanto che le convocazioni per essere ascoltato dalla Polizia in merito alla denuncia non mi sono mai state recapitate ma sono state inviate ad altro indirizzo dove chiaramente non potevo vederle. Sabato 01/06/2013 alle ore 20.00 mi sento bussare alla porta di casa (quindi conoscevano il mio indirizzo anche se le convocazioni non mi sono state recapitate) e mi ritrovo 4 poliziotti che non so come sono entrati nel mio giardino i quali mi dicono che hanno da mostrare qualcosa che mi interessa a me al centro di Polizia di Hammam Sousse. Senza dire niente per non creare problemi monto nella loro macchina che mi porta al centro di polizia di Hammam Sousse.
Li mi fanno sedere e dopo due ore di attesa senza che nessuno mi ha detto nulla mi chiamano obbligandomi a  firmare un foglio (di cui non conosco il contenuto in quanto scritto in arabo) e mi dicono che saremo andati alla centrale della Polizia di Sousse per terminare la cosa.
Monto in macchina e arrivati a Sousse mi rendo conto che non avremmo terminato il dossier ma bensi mi AVREBBERO MESSO IN PRIGIONE!!!!! Senza nemmeno sapere perché. Entro nel posto di detenzione e trovo il capo turno che gentilmente mi dice che ero ricercato dalla Polizia di Akouda!!!!!!!
Sbigottito ma senza potere fare nulla accetto la cosa e mi metto comodo nell’hotel 5 stelle del posto di detenzione!!!!!
Chiaramente passo tutta la domenica la e aspetto il lunedi per essere portato davanti al giudice.
Il lunedi mattina mi vengono a prendere ma sorpresa delle sorprese non vengo portato davanti al giudice ma al posto di Polizia di Akouda!!!!!!!!!!!!!
La arriva il Tunisino e l’Italiano che mi ha fatto la denuncia e immediatamente inizia una discussione ancora di minacce di altri dossier e nel mentre iniziano le pressioni “fatte con eleganza” della Polizia che mi paventano dieci anni di prigioni per questo dossier. Chiaramente il mio stato mentale dopo 2 giorni di detenzione non era dei piu’ tranquilli ma ero chiaramente stanco e impaurito. Alla fine mi fanno firmare un accordo (che come contenuto non ha niente a che vedere per la maggior parte riguardo alla denuncia) ma che alla fine scarica dalle responsabilita’ la famiglia del Tunisino.



Il lunedi sera rientro al posto di detenzione e il martedi nel primo pomeriggio dopo essere stato riportato la mattina al posto di polizia di Akouda vengo liberato.
Cosa che puo’ sembrare inverosimile nemmeno sono stato portato davanti al Procuratore della Repubblica ma tutto è stato fatto per amicizie delle amicizie in maniera telefonica.

Dopo tutto cio’ e fino ad oggi i problemi non sono finiti in quanto il tunisino sempre in maniera minatoria vorrebbe farmi firmare non so quali fogli che comunque lo andrebbero ancora piu’ a scaricare di tutte le responsabilita’ che ha.

In tutta questa storia sono stati calpestati tutti i miei diritti di straniero residente in quanto qui ancora funziona il sistema delle amicizie. Ho passato 3 giorni in un posto squallido assolutamente improponibile da tutti i punti di vista ed è possibile che noi stranieri siamo trattati come carne da macello in mano a dei delinquenti “imprenditori” locali che riescono a produrre false documentazioni e per tramite di poliziotti compiacenti tutto passa????

Ora chiedo all’Ambasciata della mia Nazione e soprattutto a Lei Dott. Benassi primo rappresentante dell’Italia, di volere spiegarmi come IO POSSO VIVERE TRANQUILLO E LAVORARE in questo contesto e di mettermi nelle condizioni di TUTELARE E DIFENDERE I MIEI DIRITTI DI FRONTE A QUESTI ABUSI!!

Questa mail è stata inviata alla nostra Ambasciata e come volevasi dimostrare nemmeno una risposta!
Come possiamo essere tutelati se chi ha il DOVERE di tutelarci se ne frega?




5 commenti:

  1. Una situazione paradossale se come descritta!!!
    Ma le nostre autorita' stanno facendo qualcosa???

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  2. Se aspetti che Benassi interviene fai prima a rassegnarti. Il "nostro" é tornato a casa e se ne sta tranquillo nel suo ufficio a fare il capo di gabinetto della Bonino.

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  3. In Italia gli extracomunitari godono di diritti piu' che gli italiani stessi e noi laggiu' siamo in balia di delinquenti che con il denaro comprano le autorita'!nessuno ci tutela! Ma val la pena di investire in questi Paesi?

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    Risposte
    1. Certo che trovare ancora "italioti" che si fidano dei tunisini e creano società insieme é sconcertante. La casistica é piena di questi episodi e c'é chi ancora si cimenta a porgere "l'altra guancia" e pure qualcosa altro. Incredibile, quanto siete fessi.

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  4. Se il connazionale che vi ha inviato la lettera é uno che lavora nel settore degli imballaggi statene certi che se l'é cercata e anzi gli é andata anche bene.

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