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venerdì 21 giugno 2013

Tunisia low-cost: il bello di Djerba

Spiagge e villaggi in cui il tempo s’è fermato, gusti autentici e tradizioni popolari che vengono da antichi popoli del deserto. Questo e molto altro è la Tunisia, un paese che nonostante la primavera araba, punta al rilancio, a una nuova rinascita per far conoscere il territorio e la sua ricchezza culturale. A poche ore di volo dagli aeroporti italiani c’è l’isola di Djerba, che in arabo significa berbero (non a caso, visto che è uno dei luoghi in cui resiste ancora la lingua e la cultura degli uomini liberi del deserto). Il suo soprannome è anche "dolce", per la sua natura per lo più selvaggia e il clima sempre soleggiato, per la sua sabbia finissima e intensa come i dolci al miele e i datteri della regione, famosi in tutto il mondo. 

Un giardino sull’acqua, letteralmente sommerso da palme, fichi, mandarini, limoni e melograni, circondato da una miriade di spiagge, lungo i 133 chilometri di costa. Djerba ne offre per tutti i gusti: fra le belle c’è Seguia, una laguna nella parte sud-orientale con lingue sabbiose, mare blu cobalto e un grande palmeto alle spalle, Shamas, che significa “sole”, piccola e appartata e Aghir, più selvaggia e meno battuta. Non male neanche per chi pratica gli sport acquatici: è il posto giusto per dedicarsi alla canoa, passando dal windsurf al kitesurf. Per chi vuole provare c’è Les Dauphins, una scuola con maestri e attrezzature di ogni genere per predilige la vacanza attiva (tel. 00216.98.302417). Spazio poi ai gusti autentici.

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