Translate

mercoledì 26 giugno 2013

Tunisia. Mare e molto altro.

Colori abbaglianti, memorie romane e souq. Tra Cartagine, Sidi Bou Said, Hammamet e Sousse, un itinerario per una vacanza estiva che vi sorprenderà




«Italiani in crisi. Noi fare prezzo buono per nostri amici». Questo ritornello risuona come un mantra, aggirandosi per il souk di Sousse, terza città per dimensione della Tunisia. I venditori sperano così di ingraziarsi i turisti italiani, alternando questa frase ad altre imparate a memoria, come «forza Juve, no Berlusconi, grandi ai mondiali». E l'eco della loro voce risuona tra i vicoli stretti e sempre soleggiati che profumano di menta e di basilico. Un po' ovunque ci sono banchi di verdure, di spezie, mescolati ai laboratori artigianali e ai negozi che espongono numerose riproduzioni delle più importanti griffe. E parte la caccia all'affare. Basta ricordare che è d'obbligo contrattare. Non farlo significa offendere la tradizione locale.

Dopo lo shopping ci si può rilassare su una delle tante spiagge di sabbia fine e bianca come borotalco. Sousse, conosciuta come la "Perla del Sahel", a 140 chilometri dall'aeroporto di Tunisi, è una meta ideale per gli appassionati di mare, grazie al clima mite tutto l'anno e al fatto di essere vicina all'Italia e molto ben collegata (ci sono diversi voli di Tunisair e anche una nuova tratta da Bologna, a prezzi vantaggiosi, da 188 euro). Ma anche per chi ama l'arte ha tanto da offrire. Vanta un'eredità romana, bizantini ed araba e una Medina patrimonio Unesco dal 1988. Fiore all'occhiello è il museo archeologico (via Maécal Tito). Le sale in stile moderno sono situate sotto il cortile della casbah medievale e il contrasto con la zona vecchia attorno e con le collezioni provenienti dai diversi siti del Sahel antico rende tutto ancora più unico.

 All'interno, si apre un mondo straordinario su decine e decine di mosaici di epoca romana (alcuni perfettamente conservati, altri solo resti) appesi al muro o posti a mo' di "tappeti di sassolini" ad un livello inferiore rispetto al passaggio. Curioso il raro calendario del III secolo con indicate le quattro stagioni e accanto ad ogni stagione la raffigurazione dei mesi (per l'estate ci sono le spighe di grano). Non mancano affreschi parietali con scene di teatro o di caccia, oltre che una collezione di stele funerarie. Fuori dal museo, si estende la fortezza medievale con le sue mura da costeggiare per passeggiate con vista sulla Medina. Si vede anche la grande moschea costruita dall'emiro aglabita Abou el Abbès (IX secolo) che si differenzia dalle altre arabe perché non ha il minareto (la torre dalla quale il muezzin chiama alla preghiera).


Poco distante si trova Port El Kantaoui, raccolto intorno ad un marina che accoglie barche a vela da tutto il mondo, circondato da un giardino di buganvillee e oleandri.

Per chi cerca atmosfere romantiche e spiagge più raccolte c'è il borgo di Sidi Bou Said, anch'esso inserito nel patrimonio mondiale dell'Umanità. Sembra un paese della Grecia per i suoi colori accesi del blu di porte e finestre, il bianco accecante dell'abitazioni, le finestre adornate di fiori e i balconi in legno, chiamati Musciarabia, perfetti scenari da cartoline. Fu il barone di Erlanger, pittore e appassionato di musica, che trasferitosi qui, all'inizio del XX secolo, fece un decreto per salvaguardare questo paese e mantenere la tipicità delle tonalità marine. Si gira a piedi, inebriati da un'aria che sa di gelsomino, si fa una sosta a un tavolino dei tanti locali per bere il tradizionale tè con i pinoli, ci si lascia immortalare in uno scatto fotografico con dietro uno scorcio sull'azzurro intenso del mare.

Nessun commento:

Posta un commento

Rimanete sempre aggiornati!!