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venerdì 5 luglio 2013

Accade oggi in Tunisia ed Egitto!

 Ennahda, il partito islamico al potere in Tunisia, condanna "il golpe contro la legalità" in Egitto.

Ma il presidente tunisino Moncef Marzouki ritiene che le autorità tunisine non rischiano di essere rovesciate come in Egitto, pur sostenendo che occorre comunque fare "attenzione" alle attese della popolazione. "Non penso (che ci sia un rischio di contagio) perché qui l'esercito è repubblicano" ha aggiunto Marzouki, sottolineando che la leadership tunisina deve "comprendere questo segnale, fare attenzione, comprendere che ci sono grosse richieste sul piano sociale ed economico".

L'esplosione di gioia di Piazza Tahrir alla notizia della caduta di Morsi (Reuters)

 PANE GIUSTIZIA E DIGNITA' - Ed è il premio Nobel per la pace Mohamed el Baradei, l'uomo che sta gestendo, per conto di tutte le opposizioni egiziane, i negoziati per definire il dopo Morsi. El Baradei ha annunciato la road map per la transizione, un piano che garantisce elezioni presidenziali anticipate, risponde alle domande del popolo, realizza «una vera conciliazione» e rimette in marcia il processo della rivoluzione del 2011. «L'Egitto è la patria di tutti, nessuno escluso. Continuiamo la nostra rivoluzione per pane, libertà e dignità umana», gli ha fatto eco Mahmoud Badr, portavoce del movimento dei Ribelli Tamarod.

 TUNISI, 5 LUG - Amina Sboui, la blogger tunisina che ha sfidato gli islamici mostrandosi a senso nudo come le Femen ed e' stata poi arrestata per condotta immorale, si e' presentata stamani in udienza alla Corte d'Appello di Tunisi senza il velo (sefsari), tradizionalmente indossato dalle detenute in Tunisia. Amina ha chiesto ai difensori se il velo fosse obbligatorio. Visto che non lo è, ha deciso di non metterlo. L'udienza e' stata poi rinviata all'11 luglio.

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