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martedì 2 luglio 2013

IN PARLAMENTO DIBATTITO SU COSTITUZIONE, L’OPPOSIZIONE PROTESTA

Riprende oggi il dibattito generale sul progetto di Costituzione dopo un avvio difficile: in segno di protesta per il testo della futura legge fondamentale della Tunisia, decine di deputati di opposizione hanno lasciato l’emiciclo dell’Assemblea nazionale costituente (Anc). In tutto 46 parlamentari di opposizione hanno ostacolato la lettura del rapporto generale, criticando apertamente la bozza che “non rispecchia il lavoro delle commissioni competenti”, “è contraria al regolamento interno dell’assemblea” e “non tiene conto delle raccomandazioni del dialogo nazionale”.
L’agenzia ufficiale ‘Tap’ ha riferito che il presidente del Parlamento, Mustapha Ben Jaafar, è stato costretto a sospendere la seduta dopo soli 40 minuti. La presidenza dell’Assemblea nazionale costituente ha condannato i “comportamenti irresponsabili” dei deputati di opposizione, che hanno “violato apertamente il regolamento interno dell’istituzione”.
Fuori dal Parlamento centinaia di persone hanno manifestato contro il progetto di Costituzione ma anche contro la stessa assemblea costituente, criticata per l’assenteismo dei deputati e i suoi malfunzionamenti. Tra i punti più controversi della bozza di legge fondamentale c’è l’articolo che garantisce il carattere laico dello Stato, ma precisa che nessuna riforma costituzionale può ledere all’Islam come religione di Stato. Un altro articolo molto discusso prevede che nessuna legge approvata dall’Anc possa venire modificata per i prossimi tre anni. Sulla carta i parlamentari dell’assemblea, eletta nell’ottobre 2011, avevano un anno di tempo per stilare la nuova costituzione ma divisioni tra forze politiche e all’interno della stessa maggioranza hanno allungato i tempi di otto mesi.
Ulteriore ritardo rischia di accumularsi: secondo alcuni osservatori il dibattito generale in plenaria è destinato a protrarsi per settimane mentre il mese sacro del Ramadan comincerà il prossimo 9 luglio. A questo punto il voto finale potrebbe intervenire dopo l’estate. Per essere adottata la nuova legge fondamentale deve ottenere il consenso dei due terzi dei deputati dell’Anc, nella quale siedono 89 rappresentanti del partito al potere, Ennahda (islamico moderato), su 217 membri. Nel caso contrario sarà sottoposta a un referendum popolare. In Tunisia elezioni legislative sarebbero dovute tenersi a luglio ma sono state rinviate a fine anno, come conseguenza diretta delle tensioni politiche ed istituzionali.
A due anni dalla rivolta popolare che ha destituito il regime di Ben Ali, il paese del Nord Africa deve fare i conti con un clima di crescente violenza politica alimentata dalla corrente più radicale dell’islam sunnita oltre che con una profonda crisi economica e occupazionale. Inoltre sul territorio nazionale incombe la minaccia diretta del terrorismo islamico, come conseguenza dell’implosione della vicina Libia di Muammar Gheddafi e del conflitto in corso in Mali.

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