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lunedì 1 luglio 2013

Scontro su legge per colpire gli ex regime Ben Ali Governo la vuole; opposizione, e' strumento per vendette

La sorte da riservare agli ex esponenti del regime di Zine el Abidine Ben Ali, cioe' a tutti coloro che detenevano incarichi di particolare responsabilita' durante il ventennio della dittatura, e' l'ennesimo scoglio su cui si e' incagliata la ancora fragile "nuova Tunisia". E' la cosiddetta "legge di immunizzazione della rivoluzione" che, se approvata, dovrebbe fare piazza pulita di tutti coloro che, in maniera diversa, ebbero benefici dall'essere dipendenti pubblici in virtu' della contiguita' al potere dell'ex dittatore. Una legge che, se passera' con lo spirito con cui e' stata proposta, si tradurra' in un "taglio lineare", colpendo indiscriminatamente tutti, al di la' del ruolo che ebbero o magari dell'onesta' con cui lo detennero. La maggioranza, ma soprattutto il Congresso per la Repubblica, il partito del presidente Mancef Marzouki, spinge a che essa sia approvata, nella formulazione piu' rigida. Una presa di posizione che e' fortemente avversata dalle opposizioni, che nutrono il timore, piu' o meno fondato, che essa diventi alla fine uno strumento legale per la vendetta dei vincitori sugli sconfitti.

Tra i piu' strenui oppositori alla legge c'e' il leader di Nidaa Tounes, Beji Caid Essebsi, ex premier provvisorio, che teme che essa decapiti la macchina della pubblica amministrazione, poiche' ad essere interessati (o colpiti) sarebbero circa sessantamila tunisini. Il quadro generale che si e' determinato e' quello di una contrapposizione durissima, in cui sono entrati in gioco anche elementi che nulla hanno a che fare con la politica, intesa come spirito di servizio. Come la Lega per la protezione della rivoluzione, una organizzazione quasi paramilitare vicina ai partiti di governo e che non si fa alcun scrupolo di ricorrere alla violenza, godendo di una oggettiva benevolenza da alcune parti della magistratura.

Un esempio s'e' avuto anche ieri quando la Lega ha messo in scena, davanti alla sede dell'Assemblea costituente che deve discutere la legge, una manifestazione che ha visto l'aggressione e il pestaggio di un giornalista che cercava di fare un reportage televisivo. La legge, colpendo indiscriminatamente, cioe' basandosi su criteri anagrafici o burocratici, darebbe un enorme potere a chi sarebbe chiamato a redigere le liste di proscrizione, che potrebbero essere un mero strumento per regolare i conti con chi, per un ventennio, ha incarnato agli occhi della gente il rapace regime di Ben Ali. L'enorme potere discrezionale in mano alle commissioni, o quale che sara' il nome che avranno, aprira' certamente la strada a polemiche e controversie, in cui la Lega per la protezione della rivoluzione e i suoi mazzieri giocheranno un ruolo determinante, dal momento che il loro agire, ben al di la' dei confini della legge senza pagarne penalmente le conseguenze, lascia ipotizzare una evoluzione violenta. Non e' certo un caso se alcuni dei suoi esponenti (tra cui il famigerato, per la sua violenza, capopopolo Recoba) se e quando vengono arrestati ottengono la liberta' nel giro di un paio d'ore.(ANSAmed).

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