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giovedì 18 luglio 2013

Siria. Adolescenti tunisine e somale schiave del sesso per i ribelli.

i chiama Jihad ennikah, matrimonio con chi fa la guerra santa. Le vittime sono ragazzine tunisine o somale, costrette a diventare schiave del sesso per i miliziani siriani anti Assad.
Siria. Adolescenti schiave del sesso per i militari pro-AssadHanno quattordici anni o poco più. Vengono prelevate dalle zone più povere della Tunisia e dellaSomalia per essere trascinate in Siria, dove vengono consegnate ai militari ribelli. Da quel momento in poi il loro compito è soltanto uno: soddisfarli sessualmente.
Sono stupri in piena regola, giustificati da una pratica religiosa inventata da uno sceicco arabo, Mohammed al-Arifi, il quale ha istituito una  fatwa che chiarisce come i soldati possano "esercitare il loro diritto ai rapporti sessuali, cosa che rafforza il loro coraggio e accresce le loro capacità e la morale durante il combattimento". Il nome di questa "legge" è "jihad ennikah", ovvero "matrimonio con chi fa la guerra santa".
Un miliziano tunisino ha spiegato al quotidiano "Assarih" il metodo con cui le ragazzine vengono "reclutate". Ovviamente devono rispondere a rigidi requisiti, come essere praticanti indossatrici di velo integrale. Vengono portate via da casa con la promessa del paradiso e poi trasformate in schiave del sesso, costrette a sottostare alla libido dei soldati, consenzienti o meno. Una volta che i militari si stancano di loro, basta ripetere tre volte una stessa formula e sono ufficialmente ripudiate, così che i soldati possano trovarne altre. Spesso, da questi rapporti, nascono figli illegittimi che devono convivere con la macchia infame, discriminati per sempre.
Nonostante la diffusione del fenomeno, il Ministro per gli Affari Religiosi ha spiegato di non sapere nulla al riguardo della Jihad e di condannarla in ogni sua forma.

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